” .. Continuavo a leggere nel mio vecchio modo, tre o quattro libri a settimana. Quell’anno era perlopiù roba moderna in edizione tascabile [..]. Mi buttavo su tutto con la mia solita avidità, e poi c’era anche parte di noia, che cercavo di tenere a bada senza riuscire. Chiunque, osservandomi, avrebbe potuto pensare che stessi consultando un’enciclopedia, data la velocità con cui giravo le pagine. E immagino che, nella mia irrazionalità, fossi in cerca di qualcosa, una versione di me stessa, un’eroina in cui potermi infilare come ci si infilerebbe un paio di care vecchie scarpe. O una camicetta di organza di seta. Perché era la parte migliore di me che inseguivo..”